2001-2017Chi meglio di un meridionale?

Quanti di voi ricordano cosa stavano facendo oggi, dove erano 16 anni fa? L’11 Settembre 2001.
Probabilmente tutti. O quasi.
Tutti o quasi ricordano dov’erano quando hanno cominciato a fissare le immagini del WTC che sprofondava. Un sistema di difesa: come a dire “Io ero la” non a New York. E se scatta un sistema di difesa è perché si avverte un pericolo. Un trauma: come a dire (anche) “Io ero la” ma potevo anche essere a New York.

Ricordare. Mai come oggi è importante ricordare alcune storie per capire fatti di oggi. Per capire in generale soprattutto oggi un tempo di post… verità-
A volte il tempo tuo personale si “allarga” e diventa il tempo di tutti: è la memoria collettiva.

Ecco quindi un video. Livorno. Oggi.

"Abbiamo visto che qui era come al nostro paese, perciò siamo venuti a dare un aiuto".

Posted by Agorà Fanpage.it on Montag, 11. September 2017

Sono interessanti diverse cose che succedono. Innanzitutto il ragazzo dice: “Ricorda quello che succede al paese mio”
Loro provengono da situazioni per noi (per fortuna) inimmaginabili, quindi è scattato quella cosa che si chiama empatia, trovarsi dalla stessa parte della barricata, il pericolo in comune, le stesse debolezze.
Allora chi meglio di un meridionale può capire i viaggi che loro fanno se sono stati i nostri in America?
Lo si è detto e ripetuto migliaia di volte mettendo a confronto le foto dei barconi con quelle delle navi che solcavano l’Atlantico
“Han­no la pel­le scu­ra e puz­za­no per­ché non si la­va­no, non ama­no l’ac­qua. Fate at­ten­zio­ne se vo­glio­no af­fit­ta­re una casa per­ché si pre­sen­ta­no al mas­si­mo in due però poi dopo po­chi gior­ni di­ven­ta­no quat­tro, sei, die­ci. Ri­fiu­ta­no di in­te­grar­si , di­sprez­za­no le no­stre usan­ze e le no­stre tra­di­zio­ni e tra loro par­la­no lin­gue a noi in­com­pren­si­bi­li.

Riem­pio­no le no­stre stra­de, i no­stri ne­go­zi e i no­stri lo­ca­li con bam­bi­ni che chie­do­no l’e­le­mo­si­na e con adul­ti che in­vo­ca­no pie­tà, con toni la­men­to­si e pe­tu­lan­ti, e chie­do­no un aiu­to. Sono de­di­ti al fur­to e mol­to vio­len­ti, è im­por­tan­te che le no­stre don­ne stia­no lon­ta­no da loro per­ché si è dif­fu­sa la voce di al­cu­ni stu­pri con­su­ma­ti dopo ag­gua­ti in stra­de pe­ri­fe­ri­che quan­do le don­ne tor­na­no dal la­vo­ro.

I no­stri po­li­ti­ci, i no­stri go­ver­nan­ti de­vo­no ca­pi­re che stan­no sba­gliando tut­to, han­no aper­to le fron­tie­re a que­sta in­va­sio­ne che met­te a ri­schio la no­stra so­cie­tà e la no­stra ci­vil­tà, non sono sta­ti in gra­do di se­le­zio­na­re chi en­tra nel no­stro pae­se, con­sen­ten­do di far­lo non solo a chi vie­ne qui per la­vo­ra­re ma an­che e so­prat­tut­to a chi vive di espe­dien­ti e, peg­gio an­co­ra, è de­di­to ad at­ti­vi­tà cri­mi­na­li”.

Questo scriveva l’I­spet­to­ra­to per l’im­mi­gra­zio­ne del Con­gres­so ame­ri­ca­no su­gli im­mi­gra­ti ita­lia­ni ne­gli Sta­ti Uni­ti, scrit­ta nel­l’ot­to­bre 1912. E pezzi più dure si potevano leggere sul new york times. Uno stile che ricorda molto Libero o il Giornale.

Tempo fa ho pubblicato un altro esempio ripreso da l’Espresso

Migrazioni. Storie ordinarie di sud-ditanza

. Il rapporto OCSE rivela che i figli di immigrati sono i più bravi a scuola e sono sempre più loro ad iscriversi all’Università (gli italiani in controtendenza). Il giornalista non si spiegava il perchè…
Ancora una volta chi meglio di un meridionale può capire l’ansia di riscatto, la determinazione, la grinta (così scrivevo) nei ragazzi che vogliono prendere i sogni dei genitori che era l’ansia di tanti giovani che dal sud italia si trasferivano al nord investendo tutto nelle carriere qualificate. L’ansia di costruire un futuro tipico dell’Italia di quegli anni (della futura classe borghese) che ora è sparita con il crollo di quel sistema economico è tutta nei migranti.

C’è dell’altro probabilmente in quel semplice video. In Italia alcune situazioni particolari diventano catastrofi. Mal gestite. Tanto da ricordare situazioni da terzo mondo. E’ grave. Uno studio di Legambiente ricorda che “dal 2010 al 2016 in Italia si sono registrati 242 eventi meteo catastrofici […] Disastri che hanno causato la morte di oltre 145 persone e l’evacuazione di oltre 40mila. Un’ecatombe dovuta a incuria e scarsa programmazione, che ha un costo notevolissimo”. Costi alti in termini economici e in termini di vita.
Sono bombe ad orologeria quelle innescate dagli incendi che hanno distrutto Campania, Sicilia, Calabria ecc e hanno sradicato e deforestato lasciando montagne di fango pronte a riversarsi alla prima bomba d’acqua. E si brucia per creare nuovi spazi dove stoccare scaricare tutto illegalmente, per ricattare sulle concessioni edilizie, perchè si è appaltati ad un’agenzia di spegnimento privata e così via. E si riverseranno sulle case non a norma, sugli abusivismi edilizi e così via. I cittadini avvisano (il Corriere oggi riporta queste testimonianza), ma non si previene nè tanto meno si interviene bene dopo … territori abbandonati a se stessi. E cittadini.

La riflessione del ragazzo da il là ad una riflessione: le periferie sono tutte uguali.

Chi sa distinguere il bronx di Bari, dallo Zen di Palermo, da Scampia, da una bidonville in Venezuela, in Brasile, da quartier Oggiaro a Milano ecc? Tutte disegnate dallo stesso architetto, dalla stessa economia. Allora non è un caso se rapper francesi che raccontano le loro periferie le ambientano a Napoli (anche questo lo scrissi altrove)

In un’Italia che guarda ai dati del Pil, ma per farlo deve chiudere si poveri che vengono banditi dai centri in sempre più comuni (anche e soprattutto M5s come Torino e Roma).

Allora ecco che ritorna ancora la memoria: un’America che chiude ai “Dreamers” ai sognatori cioè a quegli immigrati e figli di immigrati che facevano parte di un programma di aiuti ideato da Obama ora bloccato da Trump è più o meno forte contro i pericoli di lupi solitari e attentatori che nascono proprio in quelle periferie che vanno creandosi?
Quell’America attaccata proprio nel simbolo della sua forza, le Torri Gemelle. Proprio perchè sogno di tanti (anche italiani) come oggi è l’Italia per tanti africani.
Voglio andare in America, in America … ma l’America sta qua
Tutte le politiche economiche che guardano alla crescita sembrano avere come contrappeso l’esclusione eppure visto il potenziale rappresentato dagli immigrati c’è da chiedersi se è almeno conveniente, visto che non è giusto.

Saverio Di Giorno

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