A quanto pare c’è stupro e stupro.

Nelle spiagge di Rimini oramai quasi due settimane fa si è consumato una violenza sessuale su una donna polacca e una peruviana. Più di recente altra violenza questa volta a Firenze e su due ragazze americane.
Due stupri eppure descritti in modo incredibilmente diverso dai giornali e qualcuno l’ha anche notato.
Per il caso di Rimini Libero ha titolato: “Violenze disumane e doppia penetrazione”, e il Corriere della Sera ha pubblicato i verbali delle deposizioni sotto l’occhiello “Le carte” (che dà il permesso di fare tutto).
Per lo stupro di Firenze invece: “Firenze, carabinieri indagati per stupro” o anche: “Non abbiamo urlato perchè erano armati”.

Per Libero si è parlato, a ragione, di uso pornografico dei verbali. In un caso i dettagli più crudi “la doppia penetrazione” le fasi, le posizioni ecc ecc. nell’altro gli stupratori sono “indagati” (come a dire che bisogna accertare), e addirittura la GIUSTIFICAZIONE del perchè non hanno urlato. Come a dire: ma vi è piaciuto allora?
In un caso le vittime sono identificate come la donna “polacca” e la “trans peruviana” nell’altro sono “studentesse” (non sappiamo se siano etero, lesbiche o trans) per quanto riguarda i carnefici in una caso sono un “branco” nell’altro sono semplicemente “i carabinieri”.

Sono differenze sottili (ma nemmeno troppo), ma perchè. Perchè.
C’è una motivazione facile e una un po’ più complessa. Veniamo alla prima: il nome del capo branco di Rimini è Guerlin Butungu, conogolese. Il nome dei due carabinieri non lo sappiamo (e nemmeno circolano foto). E’ un immigrato. E gli immigrati stuprano, sono violenti
E’ questa la tesi che si vuole avvalorare (o che comunque si è avvalorata). E la violenza è sottolineata da quelle descrizioni crude ed esagerate.
I carabinieri all’inizio erano addirittura “gentili”.
Ma la differenza non sta solo nei carnefici, ma anche nelle vittime. Una polacca e una trans a Rimini e due studentesse americane a Firenze.
Parlare così di uno stupro significa fare un’altra violenza alle vittime, alla loro sensibilità. Significa denudarle ancora, questa volta sui giornali senza pudore. Tutto questo con una polacca e una trans peruviana si può fare, con due studentesse americane no.

In un paese bigotto e razzista come l’Italia dire trans peruviana e donna polacca significa identificarle, chiuderle in un ghetto mentale. In un recinto dove scorazzare e incontrare immigrati congolesi. In un mondo completamente diverso da quello dove invece vivono carabinieri e studentesse americane. Mi chiedo se non ci fosse l’emergenza migranti se si sarebbe parlato così tanto dello stupro di Rimini, probabilmente no perchè tra persone violente e trans è normale che succedano queste cose.
Forse non sono passati molti anno dal 1979 quando la Rai trasmise “Processo per stupro” che tanto scalpore fece. L’avvocato Tina Lagostena Bassi sottolinea bene queste differenze:L’atteggiamento mentale che emergeva in aula era che una donna «di buoni costumi» non poteva essere violentata; che se c’era stata una violenza, questa doveva evidentemente essere stata provocata da un atteggiamento sconveniente da parte della donna; che se non c’era una dimostrazione di avvenuta violenza fisica o di ribellione, la vittima doveva essere consenziente
L’avvocato parla di atteggiamento mentale , invece che di categorie. Oggi “buoni costumi” ha perso di significato in italiano. L’inglese well educated lo rende meglio: preparate, con un buona posizione sociale ecc.
Insomma per non essere violentata una donna nel ’79 (cioè per essere rispettata come tale) doveva adempiere ai doveri di casa, oggi magari essere in carriera. Cambia i metri di giudizio (con il cambiare della struttura sociale e della famiglia), ma non la questione: una donna povera non era di buoni costumi all’epoca, non è well educated oggi. Quindi frequenta persone e luoghi e fa professioni ecc poco raccomandabili. Dove la violenza è normale (e così è descritta). Altrove se succede è con “gentilezza”, non si urla nemmeno.

Due mondi che nelle menti sono distanti e non si sarebbero mai potuti incontrare. Immaginate a parti invertite: i carabinieri che stuprano una trans peruviana e una donna polacca che credibilità avrebbero avuto le vittime (se già faticano ad averla le studentesse) oppure che stuprano una studentessa polacca e una peruviana.
Non farebbe la stessa notizia perchè non rientrerebbe nelle categorie mentali con cui ci hanno abituato a pensare. (Provate a mischiare ancora le carte di questo macabro gioco). Allora ecco la seconda questione più importante.
Una studentessa polacca non funziona perchè una polacca non può essere studentessa, può essere badante, donna delle pulizie, ma non studentessa. E’ ad un altro gradino sociale (un’altra classe si sarebbe detto anni fa), almeno nella mente. C’è una questione di genere, ma anche e al di sotto una questione di livello socio-economico.

Il problema di fondo quindi prima ancora che la provenienza, l’essere straniero è l’essere povero. Se ci fosse (per paradosso) un esodo di sceicchi, o di imprenditori li accoglieremmo senza pensare che sono stranieri. Perchè nella testa i poveracci sono violenti, senza cultura ecc (abituati come siamo ad un accesso all’istruzione, alla sanità e alla giustizia sempre più stringente.

Essere marchiati a vita, questo è il risultato. E la punizione rischiamo di averlo la donna polacca e quella peruviana più che i loro carnefici.
Punizione pratica: troveranno lavoro? Come vivranno?

Saverio Di Giorno

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