Macron ha perso comunque

Nel momento in cui sto scrivendo in Francia si sta ancora votando. Con ogni probabilità vincerà Macron.
Il quale ha perso. Ha perso da molto tempo, da quando cioè ha accettato il solo sostegno di una determinata parte di Francia. Della parte delle industrie e dell’alta finanza. Il resto e cioè gli operai delle industrie, risparmiatori in quelle banche non lo votano per i motivi che ora dirò. Lasciare fuori gli interessi di tutta questa parte significa infoltire un circuito economico fatto di lavoro a nero, riciclaggio, spaccio che non può essere al contempo sfruttato e nascosto.
Questa è un responsabilità politica certo della sinistra e di tutti i giochi scellerati di partito che ci sono stati)(Hamon e in misura minore) Melanchon, ma anche di Macron che non li ha affatto intercettati.

Questi operai contestano Macron e stanno in quartieri degradati. Le banlieu. I figli di questi operai spesso spacciano e in ogni caso smettono di frequentare studi. Quei luoghi sono filmati e cantati da gruppi underground (PNL, Grandur. Booba) gente che canta “la rue -la strada- mi ha fatto impazzire, ho occhi solo per lei” contrapposta a l’immunità diplomatica. Il pezzo inizia dicendo 15 nel caricatore, 6 in canna.
Altre canzoni tragiche: “ho abortito perchè la strada mi ha scopata, mi avrebbe ringraziata. E’ inutile controllare il tuo destino” Messaggi che possono solo apprire rinunciatari, in realtà c’è la volontà di “Essere il migliore o tutto o niente” dove il migliore significa volere soldi subito. E per avere soldi subito i mezzi illegali sono gli unici: nei loro video c’è il continuo riferimento ad armi e droga. Anche perchè non c’è altro modo: hanno a modello i loro genitori i impiegati o peggio gli operai, che non a caso contestano Macron nel video.

Macron è invece il modello opposto, esattamente ciò che loro detestano. Macron è come se fosse la dimostrazione che più che classe esistono caste determinate che determinano il destino (destinèe è il titolo di un pezzo) alla nascita.
È stato educato principalmente presso la Jésuites de la Providence lycée ad Amiens prima che i suoi genitori lo mandassero a finire il suo ultimo anno di scuola all’elite Lycée Henri-IV a Parigi dove ha completato la scuola superiore e il suo percorso universitario. Ha studiato Filosofia presso l’Università di Parigi-Ouest Nanterre La Défense, ottenendo una laurea in DEA.
Ha conseguito la laurea in affari pubblici presso la Science Po, prima di formare una carriera di alto livello presso l’Ecole nationale d’administration (ENA), laureandosi nel 2004. Formatosi all’Università di Parigi-Nanterre, all’Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po) e all’École nationale d’administration (ENA), già ispettore delle finanze e dal 2008 banchiere d’affari presso Rothschild, è stato consigliere del presidente socialista François Hollande. Il 26 agosto 2014 ha ricevuto l’incarico politico di ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale nel secondo governo di Manuel Valls, nominato da Hollande. Tutte scuole d’elite, appunto a dimostrare che senza quesi passaggi non hai ruolo. Dicasi lo stesso per la moglie.

Attenzione propabilmente questi ragazzi decideranno di non votare dliberatmente (come buona parte delle famiglie), ma ad ogni modo il messaggio è chiaro: contestano a Macron “la sua vita”, più ancora che il suo programma. Viceversa la Le Pen si scaglia contro l’establishment e questo è molto più importante di qualsiasi altro messaggio.
Purtroppo osservatori e talk che evidentemente non conoscono le periferie mettono tra i messaggi che fanno presa cose quali la sicurezza, la paura, l’Europa, che hanno un ruolo certo importante, ma non per questa fascia di persone. Ci sono pezzi bellissimi degli stessi gruppi come questo: Jimmy

Storia di un immigrato che “pensa di trovare in Europa uguaglianza e libertà” (…) “trova violenza e fame” e gli rimane come alternativa “il pallone o la pallottola”. Quindi come si concilia un messaggio di così aperta accoglienza con il voto di quei quartieri (popolati tra l’altro da figli o nipoti di immigrati tra l’altro) a Le Pen? Nell’opposizione all’establishment, a prescindere da tutto il resto. E’ il otivo per cui donne e neri hanno vtato Trump nonostante la sua misoginia e razzismo.
Nessun destra o sinistra (una tale differenza è stupida da questo punto di vista) e nessun “casa mia o casa loro” solo sopra e sotto, ricchezza o sfruttamento. Quegli altri due discorsi sono buoni per chi guarda la tv e per i salotti.
Forse fare osservazioni simili su una società comunque lontana soprattutto queste parti di società è azzardato si rischia di non capire tutto eppure un altro gruppo: i PNL si sente vicino a noi. Gira i suoi video a Scampia, quei ragazzi dicono di sentirsi molto più vicini a Ciro che a Savastano (per chi conosce la serie Gomorra è un messaggio preciso. Ciro è da solo contro tutti.)

Evidentemente si sentono nel loro posto tanto a Scampia quanto nelle periferie francesi. Riconoscono lo stesso nemico e parlano lo stesso linguaggio (il gangsta), un codice dove si spara con le parole. Sono video da decine di milioni di visualizzazioni, virali seppur underground. Lo stesso linguaggio ne è profondamente modificato, basta ascoltare: swag, triggered, hating. Paradossalmente accomuna tutti: i figli di immigrati, coloro che sono in mezzo alla violenza, ma anche i figli della classe media in disgrazia, coloro che ci vanno a scuola e non hanno le stesse storie personali di questo ragazzi. I Gradur lo dicono “Accorciare gli studi, allungare le canne, andare a prendere mia sorella a scuola”
Pasolini insegna: nel linguaggio prima di tutto si hanno i cambiamenti.

Ma attenzione non opposizione in tutto e per tutto, non rifiutano la vita che fanno “i membri dell’establishment”, i soldi, ma come ci sono arrivati e cioè con vie privilegiate. Senza passare per la via maestra: la strada. Rifiutano il privilegio non i suoi effetti. Non a caso si esprimono musicalmente allo stesso modo: il trap (sottogenere del rap) accomuna tutti, specialmente in Italia. La Dark Polo Gang ragazzi provenienti da famiglie benestanti e che amano ostentare la ricchezza e Ghali tutt’altra storia utilizzano gli stessi loop, lo stesso beatmaker. E’ una ritmica, un sound che funziona, arriva; testi profondamente diversi, ma musicalità vicine. Entrambi milioni di follower, probabilmente in comune la maggior parte, che quindi non fanno distinguo. Ma questo discorso richiederebbe altre competenze e altri momenti.

Mi interessa focalizzarmi sui valori dei figli degli elettori della Le Pen che nascono dalle macerie di quelli dei genitori, per opposizione. La scomparsa dei risparmi di quella classe, non ha risparmiato nessuno.
Di quelle vite che devono scegliere tra pallone e pallottole Macron è anche responsabile, ma se anche fossero di più i voti che faranno vincere Macron perseguire economie simili significa allargare il numero di persone in quelle condizioni. Certo potrà fare altro tipo di politica, ma con i supporter che ha ne dubito.

Saverio Di Giorno

Precedente Le primarie PD. Non tutti i voti sono uguali Successivo L'omofobia che unisce 3000 km: asse Cecenia-Campania