Le primarie PD. Non tutti i voti sono uguali

Questo pezzo non è un’opinione, ma può essere letto come tale.
Questo pezzo non è nemmeno una denuncia anche se può essere tale.

Esattamente come il voto alle primarie che non ha consegnato una vittoria anche se può essere letta come tale.
A seconda di chi legge appunto.

Renzi ha blindato il PD. 70% dei voti, dei due milioni di voti sono suoi. Che sono comunque ottocentomila voti in meno che alle ultime primarie.
Però questa volta la novità è un’altra: Renzi vince, stravince in tutte le regioni (salvo la puglia di Emiliano). Vince soprattutto al Sud. Cosa più unica che rara: un contro -trend innanzitutto non solo rispetto all’ultima tornata, ma anche rispetto al Nord. E un contro trend anche perchè sono le primarie di un partito quale il PD. Un partito che al Sud non ha mai avuto molta presa e in ogni caso mai così tanta da superare il Nord (perchè hanno votato più al Nord che al Sud).
Il Sud ha consegnato sempre i suoi voti prima alla DC e poi a Forza Italia: un “voto debole”, facilmente manovrabile e indirizzabile. E se è pur vero che Renzi viene dalla sinistra DC, il PD è pur sempre il partito di gente come Bersani … pardon non più.

Di certo il voto non è truccato. Non esplicitamente almeno e non perchè si è tenuta più in conto la trasparenza e il controllo, ma perchè esistono tecniche e meccanismi più sottili, legali, ma non meno dannosi.
Renzi ha dimostrato di essere una persona molto riconoscente con chi lo ha aiutato (casi che abbiamo documentato sempre) e come è normale che sia “portare” un buon pacchetto di voti (o quantitativo se la parola può sembrare più innocente) aiuta a creare un buon nome, a creare una buona nomea e quindi a scalare il PD a livello locale.
E’ normale che sia così. E’ normale se tutti i voti fossero uguali. Ma non bisogna far passare mazzette vistose o tangenti visibili per guidare un voto al Sud, il ricatto è più semplice: far votare in massa una persona significa dare forza all’esponente locale (anche se quei voti non li ha chiesti), significa dargli una forza politica falsa, drogata non sua, non radicata sul territorio. Una forza che gli fa scalare posizioni e che quindi deve essere ripagata in qualche modo se vuole essere mantenuta … magari ad un’elezione regionale.
Sono meccanismi logici, legali. Cercare voti per una persona è giusto oltre che corretto, tranne se la persona stessa si aspetta qualcosa in cambio, quasi lo chiede. Sono ricatti normali; soprattutto al Sud dove un sacco di persone hanno da chiedere: mi sarebbe piaciuto approfondire quei fenomeni documentati di “ritorno a votare le primarie per Renzi” “Voto per Renzi, non per il PD” “E’ la prima volta che voto qua … a Renzi” Guardare le faccie fuori dai gazebo che contano le persone in fila, riconoscono i volti, segnano numeri.
Il risultato sarà avere un partito con una leaderschip forte, ma legata e con tutta una classe dirigente locale che causerà non pochi problemi a Renzi.
Il fatto che una logica del genere si sia spostata su Renzi non ne fa una vittima, lo rende semplicemente la persona adatta a questa logica. Colpevole politicamente.

Non basta che non ci siano i “due euro” documentati da fanpage per distruggere la democrazia. Può valere anche molto meno.
Certo Renzi avrebbe vinto anche senza questa situazione.

Il mio obiettivo? Screditare Renzi? Screditare le primarie? Dipende chi legge: voglio screditarlo se chi legge vuole legittimarlo. Ho solo detto un’impressione ancor prima che un’analisi di quelle che è questo voto. L’ho detto da meridionale e già il fatto che la ia impressione sia stata questa scredita la democrazia.

Saverio Di Giorno

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