Le Ong. L’intervista di Erri De Luca, testimone.

A parlare è Erri De Luca sull’Huffingtn Post, ma non da scrittore impegnato qual è. Scrive da testimone reduce di un’esperienza sulla Prudence, l’imbarcazione di Emegency. Dice della sua personale eperienza.
Niente di meglio quindi che un testimone per documentare il lavoro di queste Ong messe sotto accusa da Di Maio che fa riferimento ad un rapporto Frontex: Annual_Risk_Analysis_2017 (dove non vengono mai definite Taxi)
E a un intervista del dott. Zuccaro che ripete che siano solo “meri” sospetti riferiti alle ong più piccole e che l’inchiesta non ha indagati, non ha capi d’accusa. Solo chiarire e fugare sospetti (Erri De Luca archivia con perdite di tempo).

«Ci sono quelle buone e quelle cattive», dice il procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro. La sua è la procura più esposta nell’affaire migranti, per necessità prima ancora che per scelta. Altre, come Palermo, Cagliari e ora pure Reggio Calabria, stanno indagando su naufragi, salvataggi, sbarchi e ruolo delle Ong. Ma Catania lo fa da più tempo, dal tragico affondamento di un barcone davanti Lampedusa il 3 ottobre 2013 con 368 morti. Inoltre ha competenza su quella parte di Sicilia, la zona orientale, dove affacciano i porti di Pozzallo, Augusta, Catania e Messina che da soli assorbono il maggior numero di arrivi di migranti; qui dove questa enorme massa di persone «sta creando problemi di ordine pubblico e crisi di carattere criminale – spiega Zuccaro – che potrebbero influire sul tessuto sociale delle popolazioni. Catania a proposito dei reati di tratta, e di tratta minorile in particolare, ha più procedimenti di Roma, anzi ha il dato più alto in Italia; e poi ci sono i problemi del caporalato, quelli della gestione del denaro per l’accoglienza e l’ospitalità, che lasciano intravvedere fatti gravi».
Sotto la lente c’è gente come Robert Pelton, l’ex ufficiale maltese Ian Ruggier, noto per non essere mai stato tenero con i migranti sbarcati sulla sua isola, tra le persone vicine ai ricchi coniugi maltesi Cristopher e Regina Catambrone che nel 2014 si sono «inventati» l’Ong Moas; o perché tra i finanziatori di alcune Ong ci sia il miliardario George Soros.

Veniamo a De Luca (Erri).

Il caso ong è scoppiato proprio a ridosso della sua esperienza di osservatore a bordo di una nave di Msf, impegnata nei salvataggi nel Mediterraneo. Come l’ha presa?

Intanto, si tratta di accuse destituite di fondamento. Un’insinuazione da trattare come calunnia o diffamazione: non c’è circostanza su cui possa appoggiarsi. Stando a bordo della nave di Medici senza frontiere, vedendo come opera questa e altri navi di soccorso, è ancor più stridente il contrasto tra la realtà e la diffamazione consapevole.

Però sui presunti contatti tra gli scafisti libici e alcune ong indagano le procure di Catania, Palermo e Cagliari. Come se lo spiega?

Molto spesso le nostre procure perdono tempo intorno a fatti impossibili. Non ci si può fare niente: è una loro scelta. Ma di che si tratta? Veniamo al succo. Si parla di trafficanti che sarebbero in contatto con le navi soccorso per mandare i gommoni verso l’Italia. Ma i trafficanti non hanno bisogno di essere in contatto con i soccorritori.

Perché?

Perché laddove operano, cioè in quella che viene chiamata ‘search and rescue zone’, ci sono già i pescherecci dei libici e certo non stanno lì a pescare pesce, bensì recuperano i gommoni una volta liberati dai viaggiatori. I libici pattugliano con i pescherecci e sanno bene chi c’è e chi non c’è in zona, mandano i gommoni a prescindere da chi ci sta. Unica condizione è che il mare sia calmo e non per generosità, bensì perché quando carichi 150 persone su un gommone con un motore a 40 cavalli, non fai un metro se il mare non è piatto. Dunque, appena c’è bonaccia, li fanno partire. E ora hanno anche fretta perché a maggio Europa e Italia consegneranno alla guardia costiera libica le nuove motovedette. Quindi si stanno liberando il più possibile del carico perché non si sa che succederà dopo.

E dopo che succederà? Qual è la sua previsione?

Per un periodo la guarda costiera libica farà finta di bloccare i gommoni e farli tornare indietro. Ma poi, siccome è foraggiata dai trafficanti, perché mai dovrebbe rinunciare al ‘contribuente trafficante’ che è anche più solido e massiccio di quello europeo?

Cos’ha visto in mare nelle due settimane a bordo della Prudence?

Appena salpati, abbiamo saputo di tre gommoni partiti di notte. Come abbiamo fatto a saperlo? Facile: a bordo c’è gente che parla arabo e controlla i social, attraverso Facebook è facile sapere le partenze. Dunque li abbiamo cercati i gommoni, ma a 115 miglia dalla costa, fuori dalle acque territoriali libiche, sono stati intercettati dalla guardia costiera libica che li ha costretti a tornare indietro: si vede che dovevano far finta di rispettare qualche accordo. Purtroppo, nel viaggio di ritorno verso la Libia, uno di questi tre gommoni è affondato con il suo carico di 97 persone.

Una delle tantissime tragedie di migranti in mare.

Sono gommoni malandati, mandati alla deriva. E, cosa importante, perché si continua a parlare di scafisti quando invece non esistono più? Sui gommoni non ci sono i conducenti. O meglio i trafficanti affidano il motore a uno del carico, gli danno una bussola, gli dicono che tra tre ore arriveranno in Italia e buona fortuna. Racconto un aneddoto della Prudence…

Prego.

Quando ci si avvicina ad un gommone, dalla nave scende l’unità veloce per portare a tutti il giubbotto salvagente. Sull’unità veloce c’è di solito anche il mediatore culturale, che cerca di rendere tutto tranquillo, in quanto spesso l’arrivo del soccorso li agita. Ora, in uno di questi salvataggi, è successo che dalla nostra unità veloce hanno chiesto di spegnere il motore del gommone, ma si sono visti rispondere: ‘Non lo so fare’. A quel punto, uno dei nostri si è lanciato sul gommone, facendosi tenere a bordo per i piedi e ha spento il motore. Per dire che spesso chi ‘guida’ il gommone è uno dei migranti che poi all’arrivo viene pure arrestato in quanto lo scambiano per scafista: al danno, la beffa.

Ma perché è partita questa “campagna di diffamazione” contro le ong?

Chi parla di accordi tra le ong e gli scafisti parla a vanvera. Il punto è che la presenza di unità indipendenti in mare dà fastidio. Medici senza frontiere ha persino rifiutato soldi dall’Unione europea per agire indipendentemente. Danno fastidio, ecco il perché della campagna di diffamazione. Si vuole colpire organizzazioni che sono le uniche impegnate a salvare qualcuno in mare: senza di loro sarebbe una catastrofe.

Beppe Grillo e Luigi Di Maio hanno subito cavalcato la questione e sono partiti all’attacco delle organizzazioni non governative. Che idea si è fatto?

Grillo e Di Maio non sanno di cosa parlano: conoscono solo le fonti che gli fanno comodo e parlano a vanvera. Di Maio ha accusato Saviano di parlare a vanvera, ma invece è lui che lo fa e la cosa produce un guasto maggiore visto che Saviano è solo uno scrittore e giornalista, Di Maio invece è dirigente del movimento accreditato come la forza politica con maggiori consensi.

E’ un calcolo elettorale?

C’è sempre un calcolo elettorale in chi sta in politica e cerca di prevalere. Ma andare a fare calcoli in mezzo al mare è inutile: lì non c’è.

Mi pare chiaro che disinformazione fatta da Di Maio sia squallida e oppotunista, ancor iù grave perchè a farlo è un politico. E’ in questo caso criminale (per questo è importante parlarne al di fuori della semplice polemica). Nonostante questo penso che portare a conoscenza delle persone un’ichiesta conoscitiva del genere sia utile; anzi penso che lo dovrebbero fare proprio tutti coloro che difendono le Ong (me compreso). Saviano dice che non gli sembra opportuno i questo momento e forse è così. Tuttavia ci sono una serie di questioni.

1- Dopo le dichiarazioni del dott.Zuccaro il responsabile di Medici Senza Frontiere si è dichiarato subito estraneo e ha mesos a disposizioni rendiconti, spese e finanziamenti vari per dimostrare che ne è al di sopra. Ottimo, quindi lfare una ricerca del genere significa sottolineare il valore di queste persone, anzi se si concluderà in nulla di fatto avrà fugato dubbi e ribadito la “purezza” delle ong a tutti coloro che nutruno dubbi. Nel caso invece troveranno conferme avrà paradossalmente protetto Emergency, Medici Senza Frontiere ecc “sulle quali c’è poco da dire”, avrà evitato che il loro lavoro sia sporcato da sospetti e sia rubato da criminali.

2 – Chi vorrà fare donazioni adesso è a conoscenza di maggiori cose. Sa di chi fidarsi.

Poi c’è la solita questione: in ogn realtà i vuoti della politica sono coperti da realtà positive e negative. E la lotta è quasi sempre impari. Ancora una volta non ci sarebbe bisogno di ong e non ci sarebbero di questi pericoli o sospetti se a fugarli ci avesse pensato la politica e non la magistratura.

Saverio Di Giorno

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