Non solo mimose…

Ieri ho capito.

Nonostante sia sempre stata scettica nel celebrare “la giornata internazionale della donna” ,ho realizzato quanto sia importante, in un mondo di “dimenticanza”, ricordare.

Faccio parte anch’io di coloro che “la donna va rispettata non solo l’otto marzo, ma anche i restanti 364 giorni dell’anno”. Purtroppo però, ho capito che fino a quando questa verrà concepita come una proprietà, fino a quando vi saranno persone che relegheranno il suo ruolo a quello di una “vestale” della casa, fino a quando le bambine di Kabul subiranno i martiri della mutilazione e fino a quando i giovani continueranno ad essere figli di un pensiero patriarcale, è fondamentale avere una giornata in cui semplicemente…ricordiamo: le conquiste politiche fatte, le ingiustizie subite sul lavoro e i secoli di discriminazione e disprezzo.

Un giorno da dedicare alla donna la cui gonna corta autorizzò qualcuno ad abusare di loro, alla neo mamma che cerca di destreggiarsi tra supermercato e scrivania e alla manager che ha preferito il divorzio piuttosto che dissimulare un tradimento.

Un giorno che possa maturare la consapevolezza che non basta un mazzolino di mimose per “festeggiare” questa giornata.

Un giorno in cui gli uomini possano fermarsi a comprendere fino in fondo l’importanza del rispetto e in cui, anche le donne riflettano su loro stesse e sulle tante volte che hanno permesso che qualcuno non le trattasse come tali.

Buona festa della donna, che questa possa non essere dimenticata per i restanti 363 giorni.

Alina D’Aniello

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